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Il ritorno dell’elettronica oscura

Pubblicato da Alessandro Violante il giugno 22, 2015

electro-aggression-recordsDopo un lungo periodo caratterizzato dal predominio dell’estetica cyber, da musica dalle forti influenze trance e da vocals particolarmente distorti, negli ultimissimi anni e, in particolar modo, negli ultimi mesi, nella musica post-industriale (ma non solo), abbiamo assistito ad un recupero della dimensione oscura dell’elettronica, minimalista e legata al suono analogico.

Il ritorno in auge del minimalismo di ispirazione anni ’80 ha introdotto nella musica industriale nuove importanti contaminazioni e, a sua volta, il minimalismo è stato influenzato da certa musica electro, e questo incontro ha dato origine ad una enorme pletora di nuove proposte, molte delle quali degne di nota.

Per quanto riguarda il cosiddetto neominimalismo che flirta con l’electro, è impossibile non citare realtà come Keluar o Qual, il progetto solista di William Maybelline degli altrettanto recenti quanto importanti Lebanon Hanover (e, recentemente, i francesi Peine Perdue e il progetto White christian male, tra gli altri). Per quanto riguarda invece l’electro, non si può non tenere conto del grande impatto rivestito dalla cosiddetta Scuola di Los Angeles, che annovera realtà già molto importanti come Youth code, High-functioning flesh, Pure ground, e così via.

Al di fuori dell’interscambio electro-minimalista, ma sempre sotto il segno dell’elettronica più oscura, vivono label che continuano a proporre il loro suono, incuranti della crisi che l’electro industrial di ispirazione più marcatamente dark, ovvero il dark electro “alla tedesca” degli anni ’90, ha attraversato prima di questa improvvisa rinascita. La più importante di queste è la Electro Aggression Records, che imparammo ad amare con la famosa compilation Old school electrology volume one e con i lavori più recenti di nomi più o meno già noti nell’ambiente come Object, Terminal state, tEaR!doWn e Pyrroline. Si tratta di una delle label tuttora più particolari e attente alla qualità delle produzioni, tant’è che riserva moltissimo tempo al perfezionamento di una formula che forse oggi non conoscerà un grande successo commerciale, ma che, e questo è certo, rimane nella memoria ed appartiene al suono degli anni ’90 e dei primi anni 2000, quel suono quasi irreale, frutto delle costruzioni di molteplici trame in un domino di suoni e strutture, il tutto ricoperto da un soffocante velo minaccioso e a tratti goticheggiante.

electro-aggression-records-astma-kfactor-serpentsQuesto era il suono di label storiche come la Celtic circle productions e la Khazad-dum, che i più navigati conosceranno o che, nella migliore delle ipotesi, avranno vissuto sulla propria pelle. La label di Nader Moumneh, anche noto alla sua fanbase come Il Grande Padre della Vecchia Scuola Elettronica, ritorna con un’altra tripletta che farà sobbalzare dalla sedia sia i nostalgici di un certo suono che i newcomers alla ricerca di nuove, eccitanti, esperienze: stavolta tocca al ritorno dei leggendari Serpents, al debutto dell’alchimista brasiliano kFactor e al progetto Astma, quest’ultimo dedito ad un sound old school EBM alla svedese di nome e di fatto.

I tedeschi Serpents sono un gruppo storico dark electro attivo dal 1989, e tornano dopo 5 anni di lunga attesa: si tratta di uno dei progetti più importanti di Claus Kruse, conosciuto ai più come Plastic noise experience. State of war è il loro nuovo album, e già si preannuncia come un nuovo caposaldo dell’electro più contraddistinta da tinte oscure e atmosfere surreali.

Quello di kFactor è un album a cui il brasiliano ha lavorato per moltissimo tempo, e che solo ora vede la luce: Ghastly monolith è un lavoro corposo e che, già dalle previews, si preannuncia molto interessante e legato al suono electro di matrice oscura, che la label, non a caso, definisce multilayered. Si tratta di un lavoro complesso, non facile, che rivelerà ad ogni ascolto qualche nuovo particolare, come prerogativa del genere.

Gli Astma sono invece svedesi, e sono dediti ad una EBM vecchia scuola di matrice svedese, in cui la sperimentazione e il gusto per la formula inusuale sono sempre dietro l’angolo. 600 pounds of body è anch’esso un album maestoso e corposo, che guarda al passato ma anche al presente della body music.

Tutti e tre gli album consistono in un doppio cd pieno di interessanti remix realizzati da nomi noti nella scena dark electro, ed è possibile fare il preordine dalla giornata di lunedì 22 giugno. Usciranno ufficialmente i primissimi giorni di luglio. Nel frattempo, potete ascoltare le previews e concordare o meno con quanto sopra: