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Intervista ai Manunkind

Pubblicato da Davide Pappalardo il maggio 11, 2016

manunkind-2I Manunkind sono un duo russo proveniente da Mosca, formatosi nel 2015 da Eugene Gin e Dee Grinski, dedito ad un suono abrasivo di matrice death industrial, da noi già trattato nella recensione dell’omonima cassetta a quattro tracce. Ecco ora la nostra intervista alla band, in cui ci spiegano i loro riferimenti culturali e musicali.

1) Prima di tutto vogliamo ringraziarvi per questa intervista! Parliamo del vostro progetto: come è nato, e a cosa si riferisce?

Il progetto fa parte dell’unione artistica Own Cause. Ci sono altri progetti in cui siamo coinvolti (Gerten, Dee Grinski, Main Unit). Inoltre abbiamo dei piani per una linea di vestiti della Own Cause, altri legati al mondo della pittura, etc. I Manunkind sono nati perché avevamo troppe idee che non c’entravano con gli altri progetti. Nel nostro suono, cerchiamo punti estremi d’impatto emotivo e fisico; per quanto riguarda il nostro concept, è incentrato sul trionfo della tecnologia e del mondo post-moderno, ma si focalizza anche sulla liberazione da questo tramite il ritorno alle radici delle nostre tradizioni, in maniera particolare un ritorno al mondo sacro.

2) Ascoltando il vostro EP omonimo, è chiaro come vi piaccia fare musica potente con elementi del power electronics, del death industrial e del dark ambient. C’è una influenza principale nel vostro suono?

Sì, siamo influenzati da vari tipi di musica d’avanguardia, come ad esempio The SpermNihilist Spasm BandCromagnonMetabolistWhitehouse, Ramleh. La lista è troppo lunga.

3) Parliamo della vostra immagine. Cosa volete esprimere e rappresentare? Possiamo trovare riferimenti sia alla rivista di Georges Bataille, Acéphale, che alla stella e all’antica città di Canopo (Κάνωβος), e ciò è molto interessante.

Eugene: Sicuramente siamo interessati alle idee di Georges Batailles, ma non si tratta solo della rivista. Acéphale, nella canzone dallo stesso nome, rappresenta la grande idea di Batailles collegata alla visione di Nietzsche.

Dee: Κάνωβος, nella nostra canzone, non si riferisce alla città. Ci riferiamo ai vasi sacri egiziani usati dai loro sacerdoti per preservare gli organi dei morti, ma il fatto è che c’erano sempre solo quattro vasi. E’ un mistero a cosa servisse il quinto.

4) La vita in Russia influenza in qualche modo la vostra musica?

Eugene: Penso che la Russia ci dia molto spazio per sperimentare con la nostra arte. La metafisica russa e gli eroi del passato, tra i quali vi sono pittori d’avanguardia, artisti, scrittori (per esempio Dostoevskij) sono fonti di ispirazione molto potenti. Possedevano tutti l’anima ancestrale russa, che è un interessante oggetto di ricerca, ma oggi non c’è nessuno che possa ispirarci.

Dee: L’ambiente ci influenza sempre tutti, ma non credo che avremmo suonato troppo diversamente in un altro Paese. Per quanto mi riguarda, I Manunkind nascono nella mia interiorità, ma Eugene cerca sempre delle fonti di ispirazione per i suoi testi, e le ottiene prendendole in prestito dalla nostra cultura.

5) Come componete la vostra musica? Che tipo di strumenti ed attrezzatura usate?

Eugene: Usiamo molti synth analogici.

Dee: Usiamo qualsiasi cosa sia capace di emettere un suono, ed entrambi siamo fan del fai-da-te, il che rende originale il nostro suono.

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Ph. Elena Pinaeva

6) Raccontateci un po’ i vostri gusti musicali. Cosa ascoltate?

Eugene: Possiamo ascoltare qualsiasi tipo di musica, a patto che abbia un senso.

Dee: Parlando onestamente, non abbiamo limiti, ed è per questo che abbiamo fondato la Own Cause, dato che sarebbe stato maledettamente strano manifestare tutti i nostri gusti musicali in un unico progetto.

7) Cosa ne pensate dello stato attuale della scena power electronics / death industrial?

Onestamente non c’interessa.

8) Avete programmi per il futuro? Magari un full lenght?

Sì, un full lenght di sicuro, non appena troviamo un’etichetta per farlo.

9) Grazie per il vostro tempo. C’è qualcosa che volete dire ai nostri lettori?

Grazie anche a voi! RIMANETE AUTENTICI!