Simi Nah - Be my guest |

Simi nah – Be my guest

Pubblicato da Alessandro Violante il novembre 21, 2014

simi-nah-be-my-guestA cosa vi fa pensare questa copertina? I Simi Nah sono stati sicuramente influenzati, l’hanno detto loro stessi, da Andy Warhol. Ciascun volto ritratto ha avuto ben più dei famosi quindici minuti di celebrità, al contrario parecchi anni, però con Be my guest la cantante francese, insieme a KGB e alla tastierista e cantante Safyée, che la accompagnano nei live, ha voluto coinvolgere alcuni tra i nomi più importanti della scena electro nel senso più allargato del termine, per rendere omaggio, a modo suo, ad alcuni classici della musica.

Non solo electro, industrial etc… tra i musicisti presi in esame per una rilettura c’è anche spazio per una vecchia conoscenza come Amanda Lear insieme ai più classici, anzi classicissimi Suicide, ai Dead or alive (alzi la mano chi ha subito pensato a You spin me round – Like a record, avete ragione), così come i Visage e i maestri Cabaret voltaire e The neon judgement, più altri gruppi meno conosciuti all’unanimità come Snowy red, realtà cult new beat degli anni ’80 di cui la tastierista prima citata è la figlia.

Non solo cover, c’è spazio anche per due bonus tracks come Dressing room e Flashbacks. Tutti i brani coverizzati vengono riletti, musicalmente parlando, all’interno di uno spettro molto ampio di sonorità e generi che, per comodità, possono essere raggruppati nella definizione di musica elettronica di nicchia. Un disco dalle innumerevoli sfaccettature quante sono le persone coinvolte nel progetto di questo album, quindi.

Dressing room, ad esempio, rievoca Miss Kitty e l’elettronica garage più ballabile, sintetica e minimalista, con un tocco nordeuropeo che i suoi rappresentanti statunitensi non possiedono. Altrove viene fuori l’old school electro industrial, contraddistinto da quelle tessiture musicali che fanno immediatamente pensare ai primissimi lavori di Leather strip, Fade to grey è un esempio su tutti, altre volte il ritmo si fa più serrato, sempre comunque legato alla vecchia scuola come è lecito aspettarsi da una collaborazione con Dirk ivens nella già citata cover dei Dead or alive. Questi beats sembrano provenire dall’enciclopedia del genere, tanto fanno tornare indietro con la mente al suono di molti anni fa, suoni che saranno molto graditi a chi di voi apprezza il retrò.

In Follow me, cover di un brano di Amanda Lear qui reinterpretato insieme a Nikkie Van Lierop dei Lords of acid, si toccano traiettorie algide, sintetiche, più vicine ad una formula electro pop così come in Disco rough insieme a Luc Van Acker, mentre la opener Cheree parte lenta per poi decollare verso lidi electro punk, così come nella cover della famosissima Nag nag nag dei Cabaret voltaire insieme a Dirk Da Davo dei The neon judgementEisbaer è un episodio costruito su una ritmica old school ebm su cui si erge la voce melodica ma non troppo della cantante francese. Uno dei brani più suggestivi è Wardance euroshima, realizzato insieme a Safyée.

Un disco che abbraccia varie influenze e che mantiene un tocco nordeuropeo che aleggia su tutte le composizioni. Succede alle volte, in particolari occasioni, che certe frequenze siano quasi disturbanti. I fan di certo sound retrò apprezzeranno anche questo. Date più di un ascolto a questo disco: Be my guest di Simi Nah è un lavoro piuttosto interessante.

Label: Wky2k music, Prodam
Voto: 7,5