Sulle definizioni

Pubblicato da Andrea Piran il novembre 26, 2015

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Per quanto definito da John Cage, la musica sperimentale è il risultato che non viene previsto dal compositore, e questa definizione venne successivamente estesa da Michael Nyman per descrivere principalmente la scena musicale americana e il free jazz europeo. Negli anni, questo termine lentamente cambiò il proprio significato, che ora corrisponde, in parole povere, ad un sinonimo di avanguardia. Così, ci si preoccupa della possibilità che qualcosa che ora viene classificato come sperimentale dovrebbe essere classificato come tradizionale sulla base dell’uso della procedura già utilizzata in passato. In quest’asserzione ci sono un paio di carenze. La prima è la prospettiva del significato: il termine sperimentale non venne mai concepito come sinonimo di avanguardia, ma, secondo Michael Nyman, venne usato per differenziare questo tipo di musica da quella europea, ruotante attorno a Darmstadt, che prese le mosse dal linguaggio della musica classica d’avanguardia, ad esempio della dodecafonica.

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Composition 1960 #10”s score by La Monte Young

Esiste un fondamento logico per questa distinzione: mentre la partitura della musica sperimentale venne concepita in modo da lasciare il suono evolversi senza l’intenzione del compositore, la partitura della musica d’avanguardia si basò sull’idea che il suono dovesse essere completamente controllato dal compositore. La seconda è legata ad una prospettiva estetica: l’assenza dell’intenzione del compositore viene piegata al rifiuto di una discendenza basata su un costante progresso nella complessità del linguaggio. Il concetto di forma dell’avanguardia mirava ad assicurare un infinito progresso dell’espansione del controllo del compositore sul risultato, sulla base del fatto che essa si focalizza sulle partiture che dipingono esattamente lo sviluppo dei parametri sonori. L’idea di forma della musica sperimentale ebbe come risultato le azioni performative slacciate dalle proprietà della fonte sonora, dato che è la sua particolare configurazione a determinare il risultato percepito.

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Pendulum Music’s score by Steve Reich

Uno dei suoi sinonimi è Sound Art, così come intesa da Brandon Labelle, definita a partire dalla preoccupazione che “sin dai primi anni ’50, il suono come categoria estetica ottenne continua importanza. Inizialmente, attraverso la musica sperimentale di John Cage e la musique concrète, le divisioni tra musica e suono stimolarono avventure nella musica elettronica, nei field recordings, nella spazializzazione della presentazione sonora, e nell’introduzione di procedure alternative”. L’idea sottostante non è l’innovazione in se stessa, come fu invece nella musica d’avanguardia, ma la sostituzione della melodia col suono, descritto in termini visivi o procedurali.

Quando, in una delle sue Compositions 1960, La Monte Young istruì il performer dicendo “disegna una linea retta e seguila”, lui non seguiva un orizzonte evolutivo musicale lineare, ma piuttosto faceva una allusione sonora. La musica viene legata all’immagine visiva, che è, da una certa prospettiva, il suo significato, e la sua forma è la traduzione dell’immagine.

Ci si preoccupa del perché la musica sperimentale ora sia vicina alla tradizionale idea di avanguardia, e questa preoccupazione è l’approssimazione giornalistica o la semplificazione critica. La Musica Moderna ora è rozzamente divisa in due categorie di base: quella popular e quella sperimentale, rispecchiando l’antica divisione tra folk e classica. Questo approccio portò alla creazione di una categoria valida per tutta la musica, che non seguì le regole della Musica Romantica per ragioni pratiche, ma che, in aggiunta, offuscò le cause alla base della definizione del genere.