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Intervista a Trespasser (Vagueness Records)

Pubblicato da Anita Neukirch il giugno 11, 2016

“Eri dormiente, sognante. Occhi chiusi, pulsanti di attività invertita, orecchie spalancate, vulnerabile come sempre. All’improvviso ti alzi con uno spasmo nell’oscurità – i tuoi occhi aperti, concentrati su cifre fluorescenti dalla macchina del risveglio, Qualcosa è cambiato, una sequenza di suoni, smorzati, senza parole, dalla profondità della camera della gola.”

Da questa introduzione denotiamo l’identità di TRESPASSER. FLUX Webzine è orgogliosa di presentare questo progetto speciale il quale ha un nuovo album in arrivo.

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Trespasser

La tua musica riguarda in pratica l’emozione nel superamento di un limite? Puoi darci brevemente un’idea di cosa pensavi quando hai scelto il tuo pseudonimo?

Certo! L’idea di girare un adrenalinico film in prima persona mi gira in testa alcune volte. Ma il nome è nato anche con il periodo d’incubazione di questo album omonimo, il quale ha attraversato così tante fasi sia nel processo creativo, sia nella mia vita privata. Inoltre sto anche capendo che un nome del genere è perfetto per la prospettiva basata solo sulla colpa, data al momento a noi umani, sin dalla favola miserabile di Adamo ed Eva, fino all’altro miserabile, quotidiano, compromesso dell’usare forzatamente maledette risorse di energia, giusto per citare due esempi.

Berlino è famosa per le sue scene di musica elettronica. Nonostante esse cambino sempre, ti vedi come parte di tali scene? Prego, dacci idea di quale scena senti come la tua.

Non sono sicuro di far parte di una scena definita: Berlino è maledettamente ricca di scene diverse, ma di alta qualità, tanto che mi piace far parte di: Fleisch, Endorcism, Death # Disco, Contort, TIQ, Sabbat, Praxis, Atonal, Herzschlag, i folli party di Unreal+Noisekölln+Sameheads presso il Raum (sigh).. Potrei andare avanti all’infinito. Si trattava della prima volta in vita mia in cui ho sentito, più di una volta, di osservare qualcosa di figo di persona, piuttosto che desiderare di esserci stato un certo numero di anni prima mentre consumavo documentari registrati su videocassetta.

TRESPASSER è anche una serie di collaborazioni con altri musicisti come August Skipper (ASCETIC:) e Roma Fonschechtel (Knigi). Come è stato collaborare con loro?

E’ soprattutto per i live, al momento: io porto il mio materiale da home studio nella sala prove e lascio che i ragazzi seguano il flusso – è una cosa speciale l’aver trovato compagni così straordinari e simili, i quali possono facilmente entrare in sintonia con ogni traccia, senza necessitare di troppe indicazioni.

Il primo di giugno sarà pubblicato il tuo nuovo album. Ha un’aura oscura, basato fortemente sui bassi e costruito su una linea di synth monolitica. Quali sono i suoni più memorabili secondo te, ripensando a quando lo hai prodotto?

Il creare l’intro di Mercs è stata personalmente un raro momento scioccante, dove ho capito di aver ottenuto esattamente quello che avevo in mente. Ma in generale mi sono sentito eccitato durante tutto il processo di scoperta dei suoni dell’album. E’ abbastanza miracoloso il fatto che ancora non odio tutti i pezzi.

La traccia introduttiva Halos è come una corsa confusa in una folle desolazione sotto effetto di un miraggio. AhAha. Molto orientale. Possiamo immaginare di essere guidati da un futuristico ed oscuro Principe di Persia armato di pistole?

Hai appena citato uno dei miei videogiochi preferiti (il primo, la vecchia gloria in 2D), prenderò le tue parole per pensare ad un rifacimento in chiave cyberpunk. In realtà l’influenza principale erano i Broken English Club mentre provavo alcuni pad su un Waldorf Blofeld rotto.

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Trespasser

Nella canzone Mercs gli ascoltatori vengono a contatto con delle armi d’assalto. C’è una transizione ben elaborata mentre i colpi iniziali passano ad una sequenza ritmica elettronica usata per tutto il pezzo. Come detto sul tuo profilo, sei un architetto del suono. Potresti dirci cosa ha ispirato la tua sperimentazione   con il suono di armi?

E’ iniziato tutto con una sequenza di snare e cassa, asciutta, industriale e marziale, la quale mi è venuta dopo che un amico mi ha fatto ascoltare qualcosa dall’ultimo dei Portishead. Poi l’immagine di questa immensa mitragliatrice pesante montata su un Mech proveniente da una zona di guerra non così distante nel futuro ha incominciato a comparirmi nella mente. Ho incominciato a cercare campionamenti di armi dai videogiochi, ne ho scaricati un casino e ho sovrapposto un bel po’ di essi. Il colpo di grazia è stata l’aggiunta di campionamenti rituali-tribali presi da Samsara.

Striders è come una fusione tra un essere umano ed una macchina. E’ la prima metafora che mi è venuta in mente. Voci fuse con chitarre in loop e riverberi di synth. E’ prodotta melodicamente e quindi molto catchy. Che ne pensi del transumanesimo comunque? Come vedi il futuro?

Dovrei cercare su google il transumanesimo a questo punto, ma forse Boston Dynamics, Ava e Black Mirror sono risposte migliori.

Aldilà del suono anni 80, il tuo album è anche caratterizzato da tinte goth. Il modo di cantare in Downgrade ricorda molto Manson. Sei ispirato dal suo modo di cantare?

Intendi Charles o Marilyn? Entrambi ci stanno dentro, facendo baldoria con altre personalità losche, in ogni caso.

Ehehe. No, pensavo a Marilyn Manson.

Mi piacciono le sue/loro cose fino a Mechanical Animals. A dire il vero, ha fatto parte della track-list del mio mix di riferimento. Non sono fan del personaggio mainstream di ora, dei suoi sfruttamenti e delle sue scelte. Abbastanza sicuro comunque che sia un gran compagno di bevute nella vita vera.

Guardiamo più da vicino i tuoi testi. Sono confusi e simili ad un ringhio – tediosi, ma anche trascinanti. Prego spiegaci di più su di essi ed il tuo stile vocale.

Non ci sono testi “comprensibili”. E’ quello che io chiamo un inglese futurista o espressionista, un linguaggio fatto da suoni simili all’inglese, ma provenienti da un’altra dimensione. Forse si può capire qualche parola qua e là, ma fa parte di uno strano collage emotivo. I motivi per cui faccio questo sono diversi:

Il principale: il 90% della musica che ascoltavo e che ascolto è in inglese, e nel 90% non ho mai capito, o non mi sono mai interessate, le parole – ed ancora mi colpisce e mi trascina. Quindi, perchè preoccuparsi?

Non sono di madre-lingua inglese e non sono inglese, e molti altri musicisti non inglesi che mi circondavano mentre vivevo in quella piccola provincia chiamata Italia, i quali provavano duramente a pronunciare le cose in modo giusto con risultati terribili, mi hanno fatto arrendere.

Se dovessi concentrarmi sul pronunciare bene le parole, questo ucciderebbe la mia performance dal vivo. Filosofi, concetti, e studi che ho incontrato, in qualche modo hanno rafforzato questa idea.

Ha funzionato perfettamente, ma quando ho suonato per la prima volta in Inghilterra ero nervoso. “Oh mio Dio tutti quanti sentiranno l’inglese falso e si ribelleranno!” Ma invece – Non ho mai avuto una fila così lunga di persone esterrefatte che venivano a stringermi la mano mentre smontavo gli strumenti dopo uno show: esperimento riuscito, grazie Manchester, spero di rivederti!

Anche ora che sono abbastanza abituato alla lingua, non me ne frega un cazzo dei testi e semplicemente mi diverto al 100%. Sono anche abbastanza sicuro che arriverà un momento in cui darò più attenzione a quest’altro pianeta, e sarò colpito e trascinato.

Come scritto sul tuo profilo, la tua musica riguarda la caduta del sistema bancario e l’  hacktivismo . Scusami, le banche non sono il mio pezzo forte. Ahahah. Ma quando si tratta  di hacktivismo come mezzo di protesta usato da un hacker nell’interesse del  pubblico, dovrebbe essere fatto per insegnare una lezione ai banchieri. Puoi spiegarci cosa ne pensi di questa cosa? Cosa intendi quando dici « hacked synths » e cervelli ricalibrati?

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Trespasser

L’attivismo per la riforma monetaria è una gran parte della mia vita e dei miei propositi, anche se mi ripropongo sempre di impegnarmi ancora di più in esso. Il mio hacktivismo è più riguardo al dare alle persone conoscenze sul come le banche (dis)funzionano. L’inversione più potente ed effettiva è  l’ingegneria del dirottamento. Così possiamo insieme smantellare l’oligarchia delle banche: usare metodi di pagamento alternativi (non complementari!) ci ridarebbe nelle nostre mani  una gran parte del nostro valore individuale; una vita decente di base garantita a tutti. Ci aiuterebbe ad ottenere i veri bisogni comuni ed affrontare meglio le sfide ambientali ed i disastri che verranno.

Nel grande schema il Mondo avrebbe solo benefici e un po’ di speranza, più di quanto possiamo immaginare. Sarebbe un tale ri-cablaggio! – Tutti quanti, imparate le basi sul  ‘Positive Money’ o su PRIMIT se fate parte della categoria degli italiani che non sanno l’inglese.

Forse lo sai, forse no. « Giocare con qualcuno» è un termine colloquiale in America per «prendere per i fondelli». Qual’è il momento più divertente che ti piace ricordare riguardo a quando qualcuno ti ha preso per i fondelli, Yuro Chain?

#lol (accento russo)

Sei appena tornato dopo aver suonato in vari club. Pensi di andare in tour non appena uscirà il tuo nuovo album?

Certo! Zurigo e Parigi sono state esperienze cosi stupende, così piene di abbondanza e persone adorabili! Siamo nel processo d’ingaggio, non fate i timidi e mandateci un’email o una scritta sui social dei Trespasser (links su www.trespasser.co) se ci volete nella vostra città.